Il prossimo quattro luglio a Roma ci sarà il concerto di Ultimo. Impressionante è vedere come il caldo terribile, anzi mortale, non abbia scoraggiato gruppi di fans ad occupare il suolo su cui si svolgerà l’evento da diversi giorni prima, costringendoli per questo a sacrifici estremi. Medesima cosa è successa per il concerto di Vasco a Bari. E lo stesso per concerti di Giolier ed altri cantanti del momento.
Da teologo, ma prima ancora da prete e da uomo, mi pongo seriamente questa domanda: com’è possibile che folle di giovani si muovano per ascoltare un cantante e per farlo siano disposti a sacrifici assurdi e addirittura arrivano a pagare un biglietto per cifre esorbitanti? Sono sempre quei giovani che vengono definiti apatici, stanchi, svogliati e mediocri.
Un cantante non impiega tempo per fare progetti pastorali, per accompagnare nella crescita i propri fans; meno ancora ad un artista interessa la felicità ed il bene dei suoi followers. Un cantante – certo è un uomo di spettacolo – ma non si scervella per capire quali attività far fare ai ragazzi una volta guadagnato l’agognato posto al sole (letteralmente!). Lui/lei Canta. Semplicemente (si fa per dire!) canta!
E pur tuttavia, mentre canta, accade una cosa: chi ascolta si sente compreso, capito e amato in modo personale, unico. Tutti ascoltano la stessa canzone e ognuno ritrova un pezzo di sé stesso. Devo dire che ascoltando l’ultimo album di Ultimo anche a me è successo. Sarà che sono acquario anche io! (scusate la pessima battuta sull’oroscopo ed il titolo della canzone! )
Mi sono domandato a questo punto: non era ciò che succedeva quando le folle ascoltavano Gesù? Più recentemente: non è quello che succedeva quando milioni di giovani si muovevano per andare ad ascoltare Giovanni Paolo II o un altro papa?
Ma perché accade? Perché questi cantanti esercitano una forma di profezia. Il profeta è, infatti, anzitutto colui che sa leggere la realtà in profondità (intus legere da cui intelligente). A mio modesto avviso Ultimo – ma come lui altri - conosce bene il cuore e le sofferenze di tanti giovani e le canta, sfruttando (non so se volutamente o meno) anche la tendenza al grigio e al depressivo di questa generazione.
E se c’è una cosa che ho capito da parroco è questa: quando un ragazzo si sente capito, e quindi per questo amato, non te lo levi più di dosso. Ti cerca, ti ascolta, ti interroga, ti chiede una risposta.
Ecco … una risposta… ma qui è il fallimento di questa profezia: questi cantanti sanno leggere il cuore dell’uomo, ma non sanno dare una risposta. Per cui questi concerti diventano il luogo in cui ci si sente letti e capiti, ci si sfoga, non ci si sente soli, ma lasciano un amaro in bocca in genere poi sopperito da alcol o altre forme di droga, se non un semplice senso di frustrazione per il ritorno alla normalità. Queste canzoni non danno una risposta al dramma che si porta dentro il più o meno giovane ascoltatore.
Prendo proprio la già citata canzone di Ultimo: mi guardo spesso dentro, ma cosa mi manca? Mi guardo spesso dentro, ma tutto mi manca. Mi guardo spesso dentro, ma cosa mi manca a me per essere me? Non c’è una risposta. Se non una banale e anche un po’ volgare: sono un c*** di acquario.
Ma potrei citare anche Vasco Rossi: voglio trovare un senso a questa vita anche se un senso questa vita non ce l’ha.
Ecco… questa profezia non arriva al suo goal: dare una via di uscita. Potesse la Chiesa riscoprire che questo è il suo spazio e che la salvezza che ogni cuore di Acquario cerca è Gesù Cristo! Allora dovrebbe pensare di costruire chiese più grandi per accogliere i giovani che tornerebbero come api richiamate dal miele.
Eppure, a tanti evangelizzatori manca quello che questi cantanti sanno fare: leggere il cuore. Propongo allora uno scambio: che loro ci insegnino di nuovo – proprio come faceva il Figlio di Dio - ad ascoltare il mondo, i suoi fallimenti, le sue ansie e paure e che noi possiamo insegnare di nuovo a questo mondo a cercare e trovare Gesù Cristo l’unico che, come disse Giovanni Paolo II, sa cosa è dentro l’uomo!
Don Giuseppe Fazio
gfazio92@gmail.com

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