*Il testo è fantasioso e risente di interpretazioni personali dei vari testi dei Modà. In neretto sono segnalati i testi citati.
Sono le quattro del pomeriggio. Fa un caldo boia e sono intento nel compilare alcune pratiche di matrimonio. Una delle cose che più ho in antipatia di tutto il mio ministero sacerdotale. Date, numeri, nomi. Ce ne fosse una che non abbia sbagliato. Le devo sempre compilare almeno due volte. Nata il 23 febbr…. Ecco lo sapevo… era Gennaio! Uff… ho sbagliato di nuovo. Prendo il foglio e inizio ad accartocciarlo, mentre un grido squarcia il silenzio.
Doooooon, ci sei? Sobbalzo dalla sedia. N’altro grido così e c’ero. Chi è? Un po’ nervoso rispondo mentre alzo lo sguardo verso la porta dell’ufficio. Qualche istante e mi compare il faccione di Kekko, un ragazzo che spesso si fa vivo quando vuole un po’ sfogarsi. E chi poteva essere … lo saluto sorridendogli mentre noto il suo sguardo disteso, ma stanco. Vieni, siediti. Come stai? Gli domando. Lo osservo entrare mentre raggiunge la sedia che mi sta di fronte per poi accomodarsi in caduta libera, quasi che a momenti si ribalta per terra. Na schifezza … Taccio qualche istante osservandolo ancora. Nel frattempo lui ha buttato lo sguardo un po’ spento sui fogli delle pratiche matrimoniali. Diciamo che non si vede per niente. Ironizzo. Cosa ti prende?
Pene d’amore, don. Va’ dritto al sodo. Ma perché è così difficile? Io non so che rispondergli. Alzo prima lo sguardo al crocifisso, poi lo riporto sulle pratiche matrimoniali. Mi viene da ridere, ma mi trattengo. Allora riprende a parlare: Non capisco se mi manca o se è solo il panico che mi rende un po’ nervoso e malinconico. Di sicuro in un suo abbraccio starei già meglio. Inizia il profluvio delle sue parole. O Meglio se resta lì, forse è meglio. Forse doveva andar così, forse è giusto se resta lì. Io non lo so.
Sei proprio innamorato. Prendo parola in un momento in cui è calato un silenzio difficile da sopportare, tanto più con questo caldo. Non è una brutta cosa, sai? Lui alza lo sguardo e senza parole sembra chiedermi se lo sto coglionando. Dico sul serio. Io ho paura delle persone che non si innamorano. Lo sguardo non cambia. Don, ma dici sul serio o è il caldo? Sul volto mi si disegna un sorriso largo, credo di dover sembrare uno scemo ai suoi occhi. Dico sul serio. E sì, anche un prete si innamora: della vita, di Dio, della comunità e anche di qualche donna, speriamo … A quell’ultima parola anche lui si mette ora a ridere. Io sto così male che non voglio più nostalgia. Così lontana da me, non pensavo fosse così difficile. Ci sono notti in cui non so proprio con chi parlare. E mi capita di uscire quando proprio non riesco a prendere sonno e cammino guardando il cielo per cercare un suo riflesso. Io lo so che sembra stupido, ma vorrei tenerla, abbracciarla, respirarla in modo che quando mi manca e la cerco è dentro di me.
È davvero tenero questo ragazzo. Penso tra me e me. Magari ce ne fossero un po’ in più capaci di sentire quanto l’amore può incidere un cuore, senza per questo averne paura. Un po’ come si fa con i sicomori che se non vengono incisi non maturano e non diventano commestibili. Ma guarda Kekko il nostro cuore si innamora perché cerca un appoggio. L’innamoramento è bello, anche se non è l’amore, perché ti dice che la parte più profonda di te sa che tu non ti basti. Tu ti innamori perché non ti sei chiuso in te stesso. E questo è bello. Lui inizia ora ad ascoltarmi con interesse. E allora spiegami perché fa così male? Bella domanda. Perché affinché diventi amore si deve smarcare dall’egoismo. Quando ci innamoriamo dobbiamo scegliere se divorare la persona o se rispettarla. Nel primo caso rimaniamo nell’egoismo, ma sazieremo le nostre brame, quindi poca sofferenza. Nel secondo caso entriamo nell’amore e allora … alzo di nuovo gli occhi al crocifisso, questa volta lui se ne accorge e muove gli occhi nella stessa direzione inquadrando silenziosamente il crocifisso di gesso bianco che hanno realizzato i ragazzi del gruppo giovani. Poi sospira ancora. E allora … ho capito.
Ma io che colpa ne ho? Mi domanda a bruciapelo. Non hai nessuna colpa. Gli rispondo pacatamente. Non so nemmeno io come diavolo è successo, ma è successo. Forse quella sera, quando ho detto per scherzare chissà come sarebbe la nostra vita insieme. E Adesso la amo ma non posso dirlo. Forse non c’è stato il momento o forse c’è stato ed era giusto non farlo.
A queste parole mi insospettisco un attimo. E perché non potresti dirglielo? Silenzio. Tombale. Eh don … riprende senza avere il coraggio di guardarmi in faccia. È sposata. Non so perché sento nel mio cuore ancora più tenerezza di prima. Non riesco proprio ad arrabbiarmi. Sarà perché ne sento tante, sarà perché è capitato che qualche donna sposata si innamorasse di me, sarà che conosco bene come ci si sente quando ci si innamora. Insomma, mi fa proprio tenerezza. Questa non è proprio un’agevolazione alla faccenda. Provo ad ironizzare ancora. E tu che hai deciso? Gli domando affinché si sfoghi ancora un po’.
Ci sentivamo, siamo usciti insieme qualche volta. C’è stato anche qualche bacio. Stavamo bene insieme. Per la prima volta ho abbassato tutte le mie difese. Sorrisi, chiacchiere spensierate e tanta tenerezza. Però … adesso si chiude in sé stesso per alcuni istanti e capisco quanto stia soffrendo dall’indurirsi del suo volto. Ma come faccio a rovinare una famiglia? Lei mi ha detto che è felice con suo marito e allora abbiamo interrotto tutto. Forse abbiamo fatto un po’ bambini. E adesso cerco di moderarmi. Vorrei fare di tutto per non perderla e per questo è stato meglio fermare tutto. Ma adesso ho paura del silenzio e dei brividi e dei miei limiti.
Sospiro profondamente. Vorrei – credimi – toglierti questo dolore, ma anche se potessi non lo farei. Perché questo si chiama amore. Sei passato dalla fase egoistica alla fase del dono di sé. Avresti potuto organizzare una relazione clandestina e lei una seconda vita, forse non se ne sarebbe accorto nessuno. E adesso gli occhi mi vanno in piazza ai vari balconi, sede delle più antiche agenzie investigative. Forse … però alla fine cosa vi sarebbe rimasto?
Sì, lo so don. Però sto male. E mi domando se a volte lei mi cerca tra la gente, se mi pensa. Per non parlare della rosica quando penso che potrebbe essere tra le braccia di suo marito.
Kekko … tu sia benedetto. E benedetto è questo momento che stai vivendo. Non sentirti in colpa, ti sei comportato in maniera adulta, le hai voluto e le vuoi bene veramente. Avete anche vissuto momenti belli. Non so dirti se sia questo il caso, ma a volte l’innamoramento può essere anche una bugia. Forse vi sareste fatti solo un po’ più male. Passerà e potrai vivere con lei una relazione costruttiva proprio perché non siete stati egoisti con voi stessi.
Continuo a guardarlo mentre ha ancora una vena di tristezza sul volto e gli occhi un po’ più lucidi. A volte penso che bisognerebbe smetterla di fare tante attività inutili e avviare laboratori di lettura delle proprie emozioni per riconoscerle, guardarle, saperle accogliere e imparare a gestirle in qualche modo. Sarebbe anche una potente porta di accesso alla vita spirituale. Gesù in fondo era un uomo che viveva a pieno le proprie emozioni, ma non si lasciava trascinare da loro. In lui Emotività, intelletto e volontà erano perfettamente armonizzate con il suo Spirito. Ed è questo quello a cui dovremmo tendere tutti quanti.
Don … io non so se sarò forte però. Sorrido ancora. Eh Kekko, se non lo sarai tu, lo sarà lei. Si morde il labbro e mi fissa, tra il preoccupato e lo speranzoso. E se non lo saremo entrambi? Scuoto appena il capo. Siamo nelle mani di Dio. Siamo fragili e Lui lo sa. Ma ciò che conta è rimanere onesti con noi stessi e con Lui. Quanto al resto … dopo la Pasqua anche alla morte c’è riparo!
Adesso mi sembra tiri un sospiro di sollievo. Forse si è sentito capito. Forse non si è sentito giudicato. Forse si sta accordando il permesso di vivere quello che sente. Reprimersi fa tanto male tanto quanto vivere senza filtri. Adesso riprendo quella pratica che avevo accartocciato e gliela tiro in testa. Lui si mette a ridere. Per penitenza ora mi aiuti a compilare le cartacce di questo matrimonio così capisci ancora meglio quanto è diventato complicato anche solo benedirlo l’amore! Coraggio ero arrivato qui … 23 Gennaio …
Don Giuseppe Fazio
gfazio92@gmail.com





