sabato 27 settembre 2025

Una canzone per Brunori: LA VERITÀ

 Cos’è la verità? Domanda Pilato a Gesù. La risposta? Un silenzio assordante. La verità … una domanda con cui ci si rompe il capo, il cuore e tante relazioni. Ognuno pensa di averla in tasca come un teorema da applicare a cose o persone. E in questa trappola ci si cade un po’ tutti. 

 

Te ne sei accorto sì? Comincia così la canzone di Brunori che ha proprio come titolo La verità. Una domanda che nel testo ripete per ben quattro volte. Un po’ come a dire fin dall’inizio che la verità non si costruisce, si rinviene. Il giusto nella Scrittura è uno che rinviene la verità di Dio nella vita. Non è un caso che gli orientali rappresentano i santi con la bocca piccola e gli occhi grandi. Per cogliere la verità bisogna saper contemplare la realtà senza paura di vedere la vita com’è (per citare un’altra canzone di Brunori che abbiamo già visto da vicino). 

 

E allora molto provocatoriamente il cantautore domanda a sé stesso (forse) e all’ascoltatore (certamente) se ce ne siamo accorti … che oggi è un po’ così: vuoi scalare le montagne e poi ti fermi alla prima compensazione; che per fare qualcosa di grande devi calcolare tutti, costi e ricavi; che in fondo non ci giochiamo e che alla fine ci accontentiamo di disegnare barchette in mezzo al mare dei nostri desideri e delle nostre nostalgie senza mai buttarci fino in fondo. 

 

Non ci vuole molto per capire che, ancora una volta, Brunori colpisce nel segno con una leggerezza che è simile a lama affilata. Basterebbe accedere ad un qualsiasi social media per sentire gente che millanta sogni di grandi amore, teorie di grandezza e umiltà che naufragano contro il sacrificio di alzarsi dal divano per andare a fare una piccola opera di amore, magari senza andare troppo lontano, cominciando dal proprio marito o dalla propria moglie, dai genitori o dai fratelli; che c’è gente che proclama la pace e poi dinanzi al primo sbaglio della persona che chiede pace si diventa tutti carnefici violenti senza un briciolo di tenerezza e misericordia.

 

Te ne sei accorto che è così, però, significa non solo semplicemente l’hai visto. L’etimologia della parola suggerisce piuttosto un significato di "correggere" o "aggiustare" il proprio pensiero, la percezione o la posizione rispetto a qualcosa che si è scorto o si è venuto a conoscenza (Fonte Al Overview). Infatti, accorgere contiene in sé il verbo correggere

 

Non so se Brunori fosse al corrente di questa etimologia, ma la prende sul serio quando nelle strofe che intercalano le domande riprende con un Ma l’hai capito, ripetuto questo per ben due volte. Perché appunto accorgersi significa capire; capire che passare il tempo a sorridere o a sembrare intelligente davanti alle persone non serve perché il dolore serve come la felicità morire serve a rinascere.

 

Forse per questo Gesù rimase in silenzio davanti a Pilato. Lui che si stava preparando a morire per risorgere non poteva dialogare con uno che lo avrebbe mandato a morte pur di non far morire il proprio potere e le proprie sicurezze in cui – come si evince dal Vangelo di Giovanni – non credeva con tutto sé stesso. 

 

Ecco allora le ultime quattro strofe sono davvero un capolavoro, quattro stilettate a un modo ben pensante e borghese di stare dinanzi alla vita: La verità è

 

1.     Che non vuoi scomparire

2.     Che non vuoi cambiare

3.     Che ti fa paura l’idea che tutto ciò a cui ti aggrappi prima o poi dovrà morire

4.     Che non sai rinunciare a quelle quattro, cinque cose a cui non credi neanche più

 

Insomma, la verità è che abbiamo perso il desiderio di vivere e la vita è cambiamento, mutamento, perdita e guadagno, morte e risurrezione, lasciare spazio agli altri perché altri vivano e siano felici; non prendersi e non prendere le proprie idee troppo sul serio, come fossero assoluti che tutti dovrebbero onorare e riconoscere. 

 

La verità è che forse quel bambino che diceva alla propria madre che la dittatura è bella, solo se io sono il dittatore, abita nel cuore di ciascuno di noi. Te ne sei accorto?




don Giuseppe Fazio

gfazio92gmail.com








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