venerdì 3 ottobre 2025

Un voto che fa paura ....

            C’è un voto che fa paura. Fa paura a chi ha già fatto i suoi calcoli (a destra e a sinistra), fa paura a chi ha composto le liste sulla base dei dati delle ultime elezioni, dei sondaggi, delle amicizie e degli accordi che non emergeranno mai alla luce del sole, ma che potremo, anche se in modo sfuocato, intuire leggendo in maniera critica i risultati di questa tornata elettorale che ci apprestiamo a vivere. 

 

C’è un voto che fa paura perché è un voto imprevedibile, che non si può calcolare, qualificare, indirizzare. 

 

È il voto del 56% degli astenuti del 2021. Perché fa paura? Perché questa è gente libera. Se non sono andati a votare sicuramente non avevano padroni o padrini a cui sottomettersi, non hanno fatto ragionamenti del tipo “va beh mi ha dato il posto di lavoro” oppure “se non lo voto poi si vendica”. È gente di tutte le estrazioni sociali e condizioni culturali, o forse è gente che è semplicemente stanca e senza interessi da coltivare, senza favori da chiedere, senza amici da interpellare; forse è la gente che è dovuta scappare via dalla Calabria e che non ha voglia di spendere soldi e tempo per chi non si è speso affinché lui/lei potesse rimanere nella sua terra e in mezzo ai suoi affetti. 

 

Però provate per un attimo ad immaginare se questo 56% andasse a votare, ma se anche andasse solo il 30% in più. Ecco a qualcuno verrebbe un po’ di paura, ne sono certo. Perché guardate avere sotto controllo e indirizzare 900.000 preferenze è relativamente più facile, ma controllarne 1.800.000 (è un dato approssimativo) è un po’ più complessa come manovra. 

 

Per altro proviamo a farci questa domanda: chi sono questi 900.000? Togliamone un 60% (esagero? Forse sì, non lo sapremo mai) di persone che credono nel partito, nei candidati a cui daranno la loro preferenza e soprattutto nella politica in generale. L’altro 40% invece? Dipendenti, amici, persone compromesse, gente che ha interessi, persone intranee ad ambienti mafiosi e occulti. Alla fine, quel 40% sarà il dato derimente che condizionerà, come sempre, il risultato ultimo delle elezioni, ma questo non solo in Calabria, bensì in tutta Italia. 

 

Dunque, c’è un voto che fa paura: è quello degli astensionisti

 

E allora l’augurio è che il cosiddetto partito del non voto manifesti la propria presenza; così qualcuno magari potrebbe pensare che forse queste persone vanno calcolate, forse questi delusi vanno ascoltati, forse questo “partito” va formalizzato e incoraggiato, forse non possiamo più accontentarci di lasciarli al margine.




Don Giuseppe Fazio

gfazio92@gmail.com





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