venerdì 18 aprile 2025

Via crucis cittadina (Marcellina) 2025 - Testi a cura di Padre Adriano Titone, Omi

Sacerdote

         Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. 

R.     Amen.

Introduzione 

Gesù è il Figlio di Dio che, a nome della Trinità divina, si è fatto uomo per farsi vicino ad ognuno di noi. Si è unito ad ogni persona umana: uomo o donna, bambino, adolescente, giovane, adulto, anziano… in ogni passaggio della vita. 

Ha assunto gioie e dolori, fatiche e speranze per accompagnarci verso la pienezza della vita. Nella sua passione prende su di sé ogni male e sofferenza, l’ingiustizia e l’inganno … i fallimenti, le contraddizioni… fino alla morte.

Cari fratelli e sorelle, ci siamo radunati per pregare e meditare su quanto Gesù ha voluto vivere per noi e per la nostra salvezza. Meditiamo sul suo dolore, ma soprattutto, meditiamo sul suo amore.

 

Preghiera:

Mostrati, o Signore Gesù, a tutti quelli che cercano il tuo volto. 

Vieni incontro a tutti i pellegrini cercatori dell'Assoluto.

Accompagnaci, o Signore, quando non sappiamo discernere il cammino della nostra vita, delle nostre famiglie, della nostra comunità umana e cristiana. 

Affiàncati a noi quando perdiamo la speranza e pazienta quando non sappiamo riconoscerti nel travaglio delle situazioni che viviamo.

Resta con noi, perché si fa sera e la notte è buia e lunga 
senza di te.    R. Amen.


Iª STAZIONE: Gesù è condannato a morte

     Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo 

R. Perché con la tua Croce hai redento il mondo.

 

1° Lettore

«Pilato, per la terza volta, disse loro: “Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò”. Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. 

Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. 

Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà» (Lc 23,22-25).

 

2° Lettore

Gesù è condannato anche oggi quando la legge umana colpisce un innocente. È condannato ogni volta che emettiamo con leggerezza giudizi sommari sulle persone attorno a noi. 

È condannato quando una donna decide di provocare l’aborto perché è giudicata male, perché non è sostenuta dalla famiglia o dalla società. Sono molte le persone che oltre la donna hanno responsabilità dirette o indirette nella decisione di spegnere una vita appena annunciata. 

Gesù è condannato nelle famiglie e nella società quando è il più debole a pagare. 

 

Sacerdote

Apri, o Signore, il nostro cuore affinché ci commuoviamo davanti 
alla tua passione che rivive nelle strutture della nostra società, quando viene soppressa una vita nel suo nascere. 
Riconoscendoci tacitamente responsabili, donaci la grazia di poter salvare qualche vita nel Tuo nome.

Per Cristo, che ora vive nella gloria. Amen.

 

 


IIª STAZIONE: Gesù si carica sulle spalle la croce

     Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo 

R. Perché con la tua Croce hai redento il mondo.

 

1° Lettore

«A tutti Gesù diceva: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce ogni giorno, e mi segua» (Lc 9,23).

 

2° Lettore

La croce che Cristo porta siamo noi, con la nostra vita costellata di difficoltà, di fatiche, di momenti di prova, di incoerenze, di peccato. Anche la vita delle nostre famiglie ha i suoi fardelli pesanti: la malattia, le tensioni, le difficoltà economiche, la solitudine. Qualche volta ce ne sentiamo sopraffatti.

Perdonaci, Signore, se talvolta ci fermiamo alle nostre difficoltà e alle nostre pene, sottovalutiamo i problemi degli altri, magari dei nostri stessi familiari, e non vediamo il bello e il buono che tu continui a elargirci.

Aiutaci, Signore, ad assumere le nostre responsabilità come un modo per condividere tua Croce.

 

Sacerdote

Signore, c'è sempre qualcuno che si sente solo e abbandonato, anche nelle nostre famiglie: per lui e per quanti ripongono in te fiducia e speranza, noi ti preghiamo. 

Accompagnandoti nel momento in cui assumi la croce, aiutaci a farci compagni di cammino di coloro che ci vivono accanto.

Per te, che ora vivi nella gloria. Amen.

 

 


IIIª STAZIONE: Gesù cade la prima volta

     Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo 

R. Perché con la tua Croce hai redento il mondo.

 

1° Lettore

«Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità» (Is 53,4-5).

 

2° Lettore

Anche oggi Gesù cade. La fragilità umana, che diventa indifferenza, pigrizia, egoismo, spesso mette in difficoltà la famiglia nei rapporti fra i coniugi, con i figli, con i parenti, nel lavoro, nella vita sociale. Solo l'amore reciproco aiuta a risollevarsi, a capirsi, a perdonare.

Perdonaci, Signore, quando nelle nostre famiglie manchiamo di sensibilità e di attenzione, creando in tal modo situazioni di isolamento e di sofferenza.

Aiutaci, Signore, perché le nostre famiglie diventino luogo di perdono, di riconciliazione, di amore vero.

 

Sacerdote

O Dio, che vuoi misericordia e non sacrificio, che ami perdonare e non vendicarti, donaci la grazia di tornare sui nostri passi, di saper chiedere scusa, di aiutare i nostri figli a non cedere alle lusinghe del peccato e a gustare la dolcezza della tua bontà.

Per Cristo, che ora vive nella gloria. Amen.

 

 


IVª STAZIONE: Gesù incontra sua Madre

     Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo 

R. Perché con la tua Croce hai redento il mondo.

 

1° Lettore

«Simeone li benedisse e parlò a Maria sua madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti, in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. 

E anche a te una spada trafiggerà l'anima"» (Lc 2,34-35).

 

2° Lettore

Dalla lettera apostolica “Mulieris dignitatem” 

di Giovanni Paolo II (1988) al n. 19. 

«Contemplando questa Madre (Maria) alla quale ‘una spada ha trafitto il cuore’ (cfr. Lc 2,35), il pensiero si volge a tutte le donne sofferenti nel mondo, sofferenti in senso sia fisico sia morale. 

In questa sofferenza ha una parte la sensibilità propria della donna; anche se essa spesso sa resistere alla sofferenza più dell’uomo. È difficile enumerare queste sofferenze, è difficile chiamarle tutte per nome: si possono ricordare la premura materna per i figli specialmente quando sono ammalati o prendono una cattiva strada, la morte delle persone più care, la solitudine delle madri dimenticate dai figli adulti o quella delle vedove, le sofferenze delle donne che da sole lottano per sopravvivere e delle donne che hanno subito un torto o vengono sfruttate. Sono infine le sofferenze delle coscienze a causa del peccato, che ha colpito la dignità umana o materna della donna, le ferite delle coscienze che non si rimarginano facilmente. Anche con queste sofferenze bisogna porsi sotto la croce di Cristo».

Perdonaci, Signore, se troppo spesso fuggiamo lo sguardo di chi è nella sofferenza. Aiutaci a far nascere e crescere in noi lo sguardo d’amore di Maria.

 

Sacerdote

Signore, insegnaci a guardare le sofferenze di chi ci vive accanto con gli occhi muti e partecipi di Maria e donaci la consapevolezza di vedere il tuo volto in chi ha bisogno di noi. 

Aiutaci a coinvolgerci nelle situazioni familiari difficili, dove è grande la sofferenza delle donne, con l'azione e con la preghiera, e ad accettarle quando toccano noi. 

Per Cristo, che ora vive nella gloria. Amen.


Vª STAZIONE: Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la croce

     Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo 

R. Perché con la tua Croce hai redento il mondo.

 

1° Lettore

«Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù» (Lc 23,26).

 

2° Lettore

Anche Dio ha avuto bisogno di aiuto. Intorno a noi vediamo famiglie in difficoltà a causa di situazioni di handicap, di anziani non autosufficienti. 

Aprire la nostra casa e il nostro cuore, portare una nota di speranza, fare un gesto di solidarietà: sono modi concreti per alleviare pesi immani e aiutare a superare le difficoltà del momento.

Perdonaci, Signore, se, preferendo non compromettere la nostra tranquillità, non abbiamo compiuto gesti concreti di amore e di condivisione.

 

Sacerdote

Aiutaci, Signore, a dare la disponibilità del nostro cuore, consapevoli di essere l'immagine della tua solidarietà nel mondo.

Signore, rinnova il tuo aiuto e la tua grazia a quanti osano portare la propria e altrui croce, e trasfigura in canto di lode ogni pena.

Per Cristo, che ora vive nella gloria. Amen.

 

 


VIª STAZIONE: La Veronica asciuga il volto di Gesù

     Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo 

R. Perché con la tua Croce hai redento il mondo.

 

1° Lettore

«Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima... Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe siamo stati guariti». 

(Is 53,34.5).

 

2° Lettore

Quali e quanti volti da asciugare anche oggi! 

Sono persone anziane, sono soprattutto gli ammalati: pensiamo a tutte le persone che asciugano il volto, le labbra, gli occhi di chi non può più farlo da solo. 

Un pensiero particolare a chi sta vicino a questi nostri fratelli e sorelle. Sono medici o infermieri, a questi pensiamo. Poi sono parenti, persone amiche e infine stranieri, in quel servizio che chiamiamo di badante. 

Proviamo a riconoscere con maggiore umanità e fede il tuo volto nello straniero arrivato da noi per sfuggire ad una situazione di miseria e a cercare lavoro che gli dia dignità. Fa’ che non manchiamo mai di rispetto e di riconoscenza.

 

Sacerdote

Signore Gesù, rivivendo l'istante in cui la Veronica scopre il tuo volto impresso sul velo, ti chiediamo di aiutarci a vedere e a giudicare fatti e persone secondo il tuo cuore.

Per te, che ora vivi nei la gloria. Amen. 

 

 


VIIª STAZIONE: Gesù cade la seconda volta

     Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo 

R. Perché con la tua Croce hai redento il mondo.

 

1° Lettore

«Mi avevano spinto con forza per farmi cadere, ma il Signore è stato mio aiuto» (Sal 118,13).

 

2° Lettore

Il peso delle responsabilità familiari, del lavoro è talvolta insopportabile. E spesso siamo tentati di sfuggirlo, di «abdicare», di chiuderci nel nostro piccolo mondo.

Perdonaci, Signore, per tutte le volte che giudichiamo gli altri quando cadono, quando cioè vengono meno ai loro doveri e 
alle richieste di generosità.

 

Sacerdote

Padre, nel dono del tuo Spirito, ci rendi sensibili al suono della tua voce: fa' che il nostro cuore non sia di pietra, aiutaci ad assumere le nostre responsabilità e a rendere la nostra vita fedele al tuo progetto d'amore su ciascuno di noi.

Per Cristo, che ora vive nella gloria. Amen.

 

 


VIIIª STAZIONE: Gesù incontra le pie donne

     Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo 

R. Perché con la tua Croce hai redento il mondo.

 

1° Lettore

«Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: “Figlie di Gerusalemme non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli”» (Lc 23,27-28).

 

2° Lettore

Il pensiero va a tutte le donne sofferenti nel mondo per la perdita della loro dignità. 

Perdona, Signore, gli uomini che non solo non rispettano le donne, ma talvolta sono la causa della loro caduta di dignità e le sfruttano. 

La piaga della prostituzione sia la ragione della nostra preghiera qui ed ora, pensando non soltanto a queste nostre sorelle, ma anche particolarmente agli uomini e alle loro sporche organizzazioni. 

 

Sacerdote

Padre, concedi a tutte le donne di essere presenza dolce ma decisa, armoniosa e saggia all'interno delle famiglie, perché tutti 
nella famiglia crescano in ogni dimensione fondamentale per costruire una società migliore.

Per Cristo, che ora vive nella gloria. Amen.

 

 

 

 


IXª STAZIONE: Gesù cade la terza volta

     Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo 

R. Perché con la tua Croce hai redento il mondo.

 

1° Lettore

«In tal modo egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell'ignoranza e nell'errore, essendo anch'egli rivestito di debolezza» (Eb 5,2).

 

(Pausa di silenzio)

 

2° Lettore

Nelle nostre famiglie facciamo l’esperienza di cadere sotto croci dal volto nuovo: le persone che non riescono a tirarsi fuori da una depressione, da una dipendenza da alcool, da droga, dal gioco, dalla pornografia, da internet… 

Solo una famiglia che cura il dialogo, mantiene l’affetto sempre senza ritiralo mai può essere di aiuto. Talvolta essa da sola non può fare molto e deve rimandare ad un esperto e poi ad un gruppo di auto-aiuto. 

Preghiamo per le famiglie che subiscono queste prove così grandi. Perdonaci, Signore, quando non riusciamo ad ascoltare gli altri senza riserve e presunzione. 

Aiutaci, Signore, a sentirci vicini ai membri della nostra famiglia con infinita delicatezza e riservatezza e donaci di credere che, soltanto stando vicini a coloro che ci hai affidato, possiamo camminare verso di te.

 

Sacerdote

Signore Gesù, man mano che ti accompagniamo lungo la strada che porta alla fine della tua vita, si rivela a noi la profondità del tuo amore per noi. Aiutaci a rivedere il nostro stile di vita per non cadere sotto il peso della croce quotidiana.

Per te, che ora vivi nella gloria. Amen.

 


Xª STAZIONE: Gesù è spogliato delle vesti

     Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo 

R. Perché con la tua Croce hai redento il mondo.

 

1° Lettore

«I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero fra loro: “Non dividiamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca”».

 

2° Lettore

Quante volte l'uomo e la donna sono brutalmente denudati! 

In questo modo quante persone perdono la loro dignità: molte nemmeno se ne rendono conto. La curiosità morbosa, l'esibizionismo, la ricerca dello scandalo in ogni occasione da parte dei mass media, troppo spesso mettono in difficoltà le famiglie con bambini e ragazzi e inducono tante persone a non curare la loro dignità. 

Sta anche a noi difendere la famiglia da questo malcostume dilagante, ricostruendo nell'opinione pubblica il rispetto della persona, anche al di là delle sue colpe. Almeno il nostro modo di parlare dica rispetto e dignità: non lasciamoci prendere dall’ipocrita dipendenza dall’ambiente che induce anche noi a dire volgarità e oscenità.   

Perdonaci, Signore, quando, per paura, rispetto umano, pigrizia o perbenismo, non protestiamo perché sia rispettata ad ogni costo la dignità della donna e dell’uomo fatti a tua immagine.

 

Sacerdote

Signore Gesù, l'evento che abbiamo contemplato parli in profondità al nostro cuore e sveli le ambiguità della nostra vita cristiana. Rendici capaci di far risuonare il tuo messaggio di liberazione soprattutto là dove quotidianamente la vita è mortificata e la dignità dei nostri fratelli e delle nostre sorelle calpestata. Per te, che ora vivi nella gloria. Amen.


XIª STAZIONE: Gesù è inchiodato alla croce

     Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo 

R. Perché con la tua Croce hai redento il mondo.

 

1° Lettore

«Quando giunsero al luogo detto Cranio, crocifissero Gesù 
e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. 
Gesù diceva: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”» (Lc 23,33-34).

 

2° Lettore

Non è Dio a crocifiggere l'uomo, ma l'uomo che fa del male a sé stesso. Siamo quotidianamente testimoni di tragedie, sia lontane da noi come nella nostra città e nella nostra famiglia. 

Perdere una persona cara in un incidente stradale, nelle “stragi del sabato sera”, per disperazione e suicidio. La condivisione e la solidarietà possono esser un aiuto indispensabile alla famiglia per sopportare queste prove. 

Perdonaci, Signore, per tutte le volte che abbiamo contribuito, con la nostra disattenzione, alla sofferenza di chi ci vive accanto. Aiutaci, Signore, a perdonare quanti ci inchiodano sulla croce di una vita non scelta, di situazioni non volute.

 

Sacerdote

Signore Gesù, tu sai quanto ci costi di morire a noi stessi. 

Tu vedi i nostri tentativi per evitare le situazioni dolorose che vorremmo transitorie. Rendici capaci, senza gratificazioni o ripiegamenti, ad avanzare con fiducia, anche nella piena oscurità, nell'abbandono e nel rifiuto.

Per te, che ora vivi nella gloria. Amen.

 

 


XIIª STAZIONE: Gesù muore in croce

     Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo 

R. Perché con la tua Croce hai redento il mondo.

 

1° Lettore

«Alle tre Gesù gridò con voce forte: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? “» (Mc 15,34).

«Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. 
Detto questo, spirò» (Lc 23,45-46).

 

2° Lettore

«Dio mio, Dio mio, perché?». È il grido di sempre e di tutti: particolarmente di un genitore che piange la morte di un figlio. 

La risposta è difficile, e certamente nessuna ideologia potrà aiutarci a trovare un senso alla morte. Preferiremmo evadere il problema piuttosto che parlarne ai nostri figli. Ma noi cristiani siamo chiamati a dare una risposta di fede e a testimoniare la speranza in Colui che ha vinto la morte.

Perdonaci, Signore, quando anche noi perdiamo la speranza 
e ci lasciamo coinvolgere dal pessimismo e dalla paura della morte.

Aiutaci, Signore, a riconoscerci peccatori bisognosi di misericordia e a consegnare nelle tue mani la nostra vita.

 

Sacerdote

Padre, dopo le forti grida e le lacrime di tuo Figlio in croce, 
non ti chiediamo di capire, ma soltanto di sentirlo vicino a noi 
fino alla fine e di essere fedeli alla tua volontà.

Per Cristo, che ora vive nella gloria. Amen.

 

 


XIIIª STAZIONE: Gesù è deposto dalla croce

     Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo 

R. Perché con la tua Croce hai redento il mondo.

 

1° Lettore

«C’era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito alla decisione e all'operato degli altri. Egli era di Arimatea, una città dei Giudei, 
e aspettava il regno di Dio. Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo calò dalla croce...» (Lc 23,50-53).

 

2° Lettore

Nel lutto, la presenza amorosa di parenti e amici diventa testimonianza di affetto, di partecipazione, di comunione, ed espressione della vicinanza di Dio. 

Da questa testimonianza non può esimersi la comunità cristiana. È compito della famiglia e della Chiesa portare una parola di fede e di conforto a chi è nel pianto.

Perdonaci, Signore, quando, dopo il primo momento di solidarietà, dimentichiamo le persone che sono nel dolore. 
Non dimentichiamo che il modo migliore che ci è dato per entrare nel mistero della morte è meditare sulla morte di Gesù.

Facciamo questo cammino nel partecipare alla Messa e facendo celebrare la santa Messa per i nostri defunti. 

Aiutaci, Signore, ad affinare la nostra sensibilità per capire come essere vicini a coloro soffrono.

 

Sacerdote

Padre, che nel tuo Figlio hai trasformato la nostra morte in mistero di risurrezione, donaci di leggere la vicenda umana come un continuo nascere alla vita e svela, a quanti sono disperati, l'alba del tuo giorno che viene.

Per Cristo, che ora vive nella gloria. Amen.

 

 


XIVª STAZIONE: Gesù è posto nel sepolcro

     Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo 

R. Perché con la tua Croce hai redento il mondo.

 

1° Lettore

«Giuseppe di Arimatea avvolse il corpo di Gesù in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto» (Lc 23,53).

 

(Pausa di silenzio)

 

2° Lettore

Tutto è compiuto. Tutto sembra finito. I responsabili della morte di Gesù pensano: il problema è risolto e l'ordine è ristabilito.

Proviamo ora a pensare a quelle occasioni in cui noi speriamo di risolvere problemi difficili nascondendoli invece di guardarli in faccia e cercare la soluzione. 

Quante speranze, quante giuste aspirazioni, quanti diritti vengono sepolti, anche tra le pareti domestiche, in nome dell'ordine, della rispettabilità della bella figura davanti alla gente che ci conosce.

Perdonaci, Signore, quando, credendo di fare bene, interferiamo nella vita degli altri, perfino nelle scelte dei nostri figli, seppellendo le loro aspirazioni, i loro sogni, i loro progetti.

Aiutaci, Signore, ad avere la pazienza dei tempi lunghi per quanto di buono possiamo aver seminato e la gratuità del dare senza attendere il contraccambio.

 

Sacerdote

O Dio, che sei il custode del debole e dell'umile e detesti ogni oppressione, rendici affamati di verità e operatori di liberazione e di giustizia perché tutti riconoscano, nelle nostre azioni e nelle nostre scelte, la tua fedeltà alle promesse fatte.

Per Cristo, che ora vive nella gloria. Amen.

 


Celebrante:

Parola conclusiva…

 

Preghiamo:

Dio onnipotente ed eterno, che hai rinnovato il mondo

con la gloriosa morte e risurrezione del tuo Cristo, 
conserva ed accresci in noi l’opera della tua misericordia,

perché la partecipazione a questo grande mistero

ci consacri per sempre al tuo servizio.

Per Cristo nostro Signore.

 

         Amen

 

Benedizione:

Dio, che nella Passione del suo Figlio
ci ha manifestato la grandezza del suo amore,
ci faccia gustare la gioia dello Spirito
nell’umile servizio ai fratelli.
R. Amen.

 

Cristo Signore,
che ci ha salvato con la sua croce
dalla morte eterna,
ci conceda la vita senza fine.
R. Amen.

 

Noi, che seguiamo Cristo umiliato e sofferente,
possiamo aver parte alla sua risurrezione.
R. Amen.

 

E la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio
 e Spirito Santo,
discenda su di noi e con noi rimanga sempre.
R. Amen.
















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